Come si gioca, e le regole che valgono solo in Italia
Compri una o più cartelle, un generatore estrae i numeri uno a uno, e vinci quando la tua cartella completa una delle combinazioni previste. Fin qui è la tombola di sempre.
Quello che cambia online è che il bingo italiano ha un regolamento proprio, dettagliato, che non assomiglia a nessuno degli altri giochi da casinò. E vale la pena conoscerlo, perché contiene almeno tre regole che nessuno si aspetta.
Non si può giocare in meno di tre
È la più sorprendente, ed è scritta così:
«Non possono essere effettuate partite: con la partecipazione di un numero di giocatori inferiore a tre; con la partecipazione di un numero di giocatori uguale a tre se uno dei giocatori ha acquistato un numero di cartelle superiore al 50% del totale delle cartelle vendute. In tali casi l’importo delle eventuali cartelle vendute è rimborsato integralmente.»
Due conseguenze pratiche. La prima: se entri in una sala vuota, la partita non parte — non è un guasto. La seconda, e più fine: non puoi comprare metà delle cartelle di un tavolo quasi vuoto per aumentare le tue probabilità, perché la partita viene annullata e ti rimborsano tutto.
Il premio bingo esce sempre
«Il premio del bingo è assegnato obbligatoriamente in tutte le partite.»
Non esistono partite senza vincitore. E la sessione finisce quando esce l’ultimo premio previsto — non quando si esauriscono i numeri.
Da qui viene anche il limite di dimensione del gioco: l’estrazione è «progressiva di massimo 100 elementi». Tutte le varianti che trovi — 90 palline, 75, 52, o le cartelle a simboli — stanno dentro quel tetto.
L'ordine dei premi non è stabilito dalla legge
Questa è contro-intuitiva e quasi nessuno la dice. La sequenza che conosci — Ambo, Terno, Quaterna, Cinquina, le Linee, poi il Bingo — non è una regola ADM. La norma impone due cose soltanto: che il premio bingo ci sia in ogni partita, e che l’ultimo premio chiuda la sessione.
Tutto il resto — quali premi esistono, in che ordine, con che percentuale del montepremi — è il progetto di gioco del concessionario, che l’ADM autorizza sala per sala. È per questo che due sale dello stesso operatore possono avere premi diversi, e perché conviene leggere la scheda della sala prima di comprare le cartelle.
Il prezzo, e le altre regole che ti riguardano
- Una cartella non può costare più di 10,00€, e il prezzo dev’essere «pari al centesimo di euro o ad un suo multiplo». Nella pratica il mercato va da 0,02€ a 1,00€.
- Prezzo uguale per tutti nella stessa tipologia di premio. Si possono vendere cartelle a prezzi diversi nella stessa partita solo se concorrono a montepremi diversi.
- La giocata a caratura — dividere una giocata in quote — arriva a un massimo di 100 cedole, non può produrre resti, e attenzione: «le cedole di caratura invendute non vengono considerate vincenti».
- Vedi gli altri giocatori, «mediante pseudonimo». Non è una funzione sociale: è un obbligo della norma, come lo è vedere il numero provvisorio di cartelle vendute e l’importo provvisorio dei premi durante la fase di vendita.
- I limiti di gioco sono obbligatori per entrare: l’attivazione degli strumenti di autolimitazione è richiesta «pena l’impossibilità di accedere all’area di gioco». Come funzionano, e l’autoesclusione valida su tutti gli operatori, sono spiegati nella pagina sul gioco responsabile.
Una regola di stile che dice molto
L’ADM ammette premi extra e jackpot, ma con un divieto preciso:
«È esclusa la possibilità di offrire premi aggiuntivi e jackpot le cui regole, la cui denominazione e la cui veste grafica siano assimilabili a quelle del gioco del lotto e dei suoi giochi complementari ovvero dei giochi numerici a totalizzatore nazionale.»
Il bingo non può travestirsi da Lotto. È una norma di confine fra due prodotti pubblici, e spiega perché i jackpot del bingo si chiamano «Gold», «Silver» o «One» e mai qualcosa che ricordi un’estrazione nazionale.
Il 70%: l'unico minimo che puoi controllare da solo
Il bingo ha il ritorno minimo più basso di tutto il casinò — 70%, contro il 90% delle slot e della roulette. Ma ha una cosa che gli altri giochi non hanno: gli operatori sono obbligati a pubblicare, mese per mese e sala per sala, quanto hanno davvero restituito.
L’obbligo è nella norma del bingo: il concessionario deve rendere disponibile «in qualsiasi momento … l’ammontare rapportato alla raccolta destinato al montepremi, la relativa ripartizione e le regole di determinazione e di assegnazione delle vincite, comprensive degli eventuali jackpot».
Siamo andati a leggere quelle tabelle in cinque operatori. È una lettura che si può rifare in dieci minuti, e il risultato merita attenzione.
Quello che gli operatori dichiarano
Prima le promesse, tutte prese dalle pagine ufficiali:
BetFlag: «Il montepremi è pari ad almeno il 70% dell’importo delle cartelle vendute per ogni partita.»
Lottomatica: «La quota destinata al montepremi è posta, come da disposizioni legislative, al 70% dell’importo totale delle singole cartelle vendute ad ogni partita.»
SNAI: «La percentuale di restituzione al giocatore, compreso l’ammontare dell’accantonamento per i vari jackpot, è del 70%.»
Sisal: «Sisal ha deciso di premiare i propri clienti destinando al montepremi una quota pari ad una percentuale compresa tra il 73% e il 76%.»
Quello che le stesse pagine pubblicano
La BetFlag mette i suoi numeri in una tabella con tre colonne. La terza si chiama, alla lettera, «% Vincita minima indicata da ADM», e per ogni sala di bingo contiene 70%. La seconda si chiama «% Restituzione Vincita BetFlag Agosto 2026».
| Sala | Restituito, agosto 2026 | Minimo indicato da ADM |
|---|---|---|
| Rubino90 | 68,87% | 70% |
| Italia30 | 69,64% | 70% |
| Zaffiro75 | 69,99% | 70% |
| Diamante90 | 70,59% | 70% |
| Bingone | 75,33% | 70% |
Tre sale su cinque sotto il numero che la colonna accanto indica come minimo. Senza asterisco, senza nota, senza spiegazione — l’abbiamo cercata in tutta la pagina.
E non è un caso isolato di una marca. Le stesse sale — è un circuito condiviso — appaiono su Lottomatica, Goldbet e Planetwin365, con i loro numeri di giugno 2026:
| Sala | RTP giugno 2026 |
|---|---|
| Rubino90 | 69,57% |
| Italia30 | 69,99% |
| Zaffiro75 | 69,99% |
| Diamante90 | 70,97% |
| BingOne | 74,58% |
Le stesse tre sale, in un altro mese, su altre tre marche. Sempre sotto, e sempre le stesse.
Perché la spiegazione del jackpot qui non funziona
La risposta naturale sarebbe: «il jackpot si accantona a parte, quindi il montepremi pagato in un mese è più basso». Per quasi tutti i giochi sarebbe corretto. Per il bingo no, e la differenza è nel testo della norma.
Le Linee Guida elencano i minimi tipologia per tipologia, e per le altre famiglie scrivono sempre la stessa formula: «non inferiore all’80% delle somme raccolte al netto dei jackpot», «non inferiore al 90% delle somme raccolte al netto dei jackpot». Poi, isolata, arriva la riga del bingo:
«per il gioco del Bingo, la %RTP è almeno il 70% della raccolta»
Della raccolta. Senza «al netto dei jackpot». Il bingo è l’unica tipologia a cui quella deduzione non si applica — e la SNAI lo conferma quando scrive che il suo 70% è «compreso l’ammontare dell’accantonamento per i vari jackpot».
Quello che va detto dall'altra parte
Per onestà, e perché conta: il numero pubblicato è una restituzione realizzata in un mese, mentre il minimo legale si applica alla raccolta di ogni partita. Sono due cose vicine ma non identiche, e un mese aggregato può chiudere leggermente sotto per effetto di jackpot maturati e non ancora assegnati.
Che quella metrica oscilli molto è dimostrato dalla Sisal, che nella sua tabella ha la sala Super Bingo a 62,50% in maggio e a 104,50% in giugno. Un numero sopra il 100% non significa che l’operatore abbia perso soldi per sempre: significa che quel mese ha pagato un jackpot accumulato prima.
Questo indebolisce la lettura di un caso isolato. Non spiega però tre sale che stanno sotto nello stesso mese, in due gruppi indipendenti, con lo scarto sempre nella stessa direzione — e con l’operatore a dichiarare, nella riga sopra, che il minimo è 70%.
Non stiamo dicendo che qualcuno violi la legge: non abbiamo i dati per partita, e solo l’ADM li ha. Stiamo dicendo una cosa più semplice e verificabile da chiunque: i numeri che questi operatori pubblicano non tornano con il minimo che loro stessi indicano, e nessuno lo spiega.
Un dettaglio che dice come nascono questi numeri
Nel codice della pagina della BetFlag, le celle con i valori del bingo — e solo quelle — sono avvolte in un’etichetta che i programmi di posta elettronica lasciano quando si incolla il corpo di un’e-mail. Le altre righe della stessa tabella non ce l’hanno.
È un dettaglio minuscolo e non prova nulla sui numeri in sé. Dice però qualcosa sul processo: i dati di restituzione di un prodotto regolato arrivano al sito per copia-incolla da una mail, non da un sistema.
Le sale, operatore per operatore
Lettura dei lobby del 22 settembre 2026, la mattina. I prezzi e il numero di sale cambiano poco; i premi in corso cambiano di minuto in minuto e servono solo a dare la scala.
| Operatore | Sale | Cartella | Note |
|---|---|---|---|
| Sisal | 8 | 0,02€ – 1,00€ | filtro 90/75 palline; sala ClubSisal riservata al programma fedeltà |
| SNAI | 7 | 0,02€ – 1,00€ | le stesse sale della Sisal, meno una |
| tombola.it | 6 | 0,02€ – 0,60€ | concessione 16033; include Cinco, a 52 palline |
| Lottomatica, Goldbet, Planetwin365, BetFlag | 5 | 0,01€ – 10€ | circuito condiviso: Rubino90, Diamante90, Zaffiro75, Italia30, BingOne |
| Gioco Digitale | 7 | 0,01€ – 10€ | due sale private; sito in manutenzione da settembre |
Le sale sono condivise, e si vede
Due scoperte della stessa lettura, e cambiano il modo di leggere la tabella qui sopra.
Sisal e SNAI giocano nella stessa sala. Alle 10:05 e alle 10:12 del 22 settembre, la SuperBingo mostrava 1.159 giocatori sulla Sisal e 1.161 sulla SNAI, con premio in corso di 1.708,16€ e 1.710,08€. Non sono due sale simili: è la stessa sala, vista da due marche.
BetFlag e Goldbet sono la stessa casa. I due piè di pagina dichiarano la stessa via a Roma e lo stesso Gruppo IVA, con due concessioni diverse (16008 e 16009).
Per te significa una cosa concreta: cambiare marca non cambia la sala. Il montepremi, i giocatori e le probabilità sono gli stessi. Quello che cambia sono il bonus, l’assistenza e — come si è visto sopra — la percentuale che ciascun concessionario dichiara di aver restituito ai suoi giocatori.
Che cosa distingue davvero una sala
Non il nome. Questi quattro parametri, che i circuiti pubblicano sala per sala:
| Sala | Tipo | Cartella | Max cartelle | Jackpot |
|---|---|---|---|---|
| Rubino90 | 90 palline | 0,10€ / 0,50€ | 180 | Jackpot One 400€ — ma «vengono vinti solamente nelle partite dove il costo della singola cartella è di 0,50€» |
| Diamante90 | 90 palline | 0,40€ | 90 | fissi ogni 6 minuti |
| Zaffiro75 | 75 palline | 0,05€ / 0,10€ | 30 o 120 | fisso, chiamata entro la 74ª |
| Italia30 | simbolica, base 30 | 0,20€ | 20 | Jackpot One 200€, chiamata alla 10ª |
| BingOne | 90 palline | 0,01€ – 10€ | fino a 2.000 | Jackpot One 10€ – 1.000€ |
La riga della Rubino90 è quella da leggere due volte: il jackpot esiste solo nelle partite a 0,50€. Chi gioca le cartelle da 0,10€ nella stessa sala non concorre, e il lobby non lo dice.
La Italia30 è l’altra da notare: non usa numeri ma simboli — province, cibo, animali, mestieri — con estrazioni ogni tre minuti. È permesso dalla norma, che parla di «elementi numerici simbolici» la cui veste grafica dev’essere autorizzata dall’ADM.
Tombola e bingo: tre regimi diversi con lo stesso nome
È la confusione più comune, e ha una risposta precisa: «tombola» copre tre cose giuridicamente diverse, e solo una è quella di cui parla questa pagina.
| Chi la fa | Regole | Tetto | |
|---|---|---|---|
| In famiglia | tu, a Natale | eccezione espressa di legge: consentita se «in ambito familiare e privato» e «per fini prettamente ludici» | nessuno |
| Di associazione | enti senza scopo di lucro, parrocchie, partiti | comunicazione a Prefetto e Sindaco 30 giorni prima, cauzione pari ai premi, estrazione pubblica davanti a un incaricato del Comune | 12.911,42€ di premi, vendita limitata al comune e ai limitrofi |
| Online | concessionari ADM | l’appendice che raccontiamo in questa pagina: RTP 70%, minimo 3 giocatori, sistema centralizzato | cartella max 10,00€ |
La prima è legale per eccezione nominata, non per tolleranza: la legge vieta «ogni sorta di lotteria, tombola, riffa» e poi elenca ciò che è consentito, includendo «le tombole effettuate in ambito familiare e privato, organizzate per fini prettamente ludici». I due requisiti valgono insieme.
E la differenza fra i due giochi?
Commercialmente gli operatori li usano come sinonimi — la Sisal ha dentro il suo prodotto Bingo una sala che si chiama Tombola e un’altra Tombolaccia. Giuridicamente esiste una sola tipologia: «il bingo a distanza». «Tombola» non è una categoria di concessione.
Storicamente, però, la distinzione è reale, e gli stessi operatori la spiegano. La Sisal:
«Mentre il Bingo ha avuto origine negli Stati Uniti, la storia della Tombola è profondamente radicata nella cultura italiana. Nata nel 1734 a Napoli … come alternativa casalinga al gioco del Lotto, vietato durante il periodo natalizio.»
«A differenza del Bingo, nella Tombola i premi vengono stabiliti prima di cominciare il turno di gioco e possono corrispondere a … regali o premi simbolici.»
È la differenza che conta anche oggi: nella tombola i premi si sanno prima; nel bingo sono una percentuale della raccolta, e la norma obbliga a mostrarti l’importo provvisorio mentre le cartelle si vendono.
Quello che i siti scrivono male sul bingo
- 🔴 Il leader del mercato non pubblica il RTP del proprio bingo. Il sito tombola.it — concessione 16033, il più visitato d’Italia per questo gioco — ha una pagina intitolata «Montepremi del Gioco del Bingo», con l’occhiello «il rapporto delle vincite sul totale delle giocate effettuate per ciascuna sala». Delle 41 righe, 40 sono slot. Delle sue sei sale di bingo ne compare una. È esattamente l’informazione che la norma del bingo obbliga a rendere disponibile.
- 🔴 La SNAI descrive sei sale che non esistono. La sua pagina del bingo presenta «Sala Pegaso», «Sala Atena», «Sala 75 Palline», un «Housey Bingo: formato a 52 palline» e una variante «a 80 palline con cartelle 4×4», con dettagli di jackpot circostanziati («Jackpot Scrigno da 150 euro», «Tombolissima entro 40 palline»). Nessuna esiste nel suo lobby, che ha sette sale con altri nomi e un filtro che offre solo 90 e 75 palline.
- La stessa sala, due schede contraddittorie nello stesso gruppo. Per la Rubino90, Lottomatica pubblica percentuali fisse (Ambo 2%, Terno 3%, Bingo 45%), cartelle a 0,10€ e 0,50€ e un massimo di 180 cartelle; Goldbet pubblica intervalli (Ambo «tra lo 0% e il 35%»), cartelle «tra 0,01€ e 10€» e un massimo di 2.000.
- Un premio che non può esistere. Nella scheda della Italia30, la stessa pagina definisce «1 Linea: quando vengono estratti tutti i tre elementi di una riga» e più sotto assegna una percentuale alla «Cinquina». In una cartella da tre elementi per riga non c’è nessuna cinquina: il nome è rimasto dalla sala da 90 palline.
- Una sala che manca dall’elenco delle sale. La pagina «Sale Bingo» della Goldbet ne descrive quattro; la BingOne non c’è — ma è nella tabella RTP dello stesso sito ed è promossa in homepage.
- Nomi che non combaciano fra due pagine dello stesso sito. La tabella delle vincite della Sisal elenca «Sala Delle Meraviglie», «Caccia ai Simboli» e «Tombola»; il lobby dal vivo mostra «ClubSisal», «Simboli» e «Tombolaccia».
- «AAMS» ancora in uso, e in HTTP. Il sito tombola.it invita a «vai al sito di Aams» con tre collegamenti a
http://www.aams.gov.it/, fra cui un file chiamato carta dei servizi aams. L’AAMS è confluita nell’ADM nel 2012. - Promozioni di Pasqua in settembre. Sempre su tombola.it, il blocco «Prossime promozioni», letto il 22 settembre: «Doppia posta pasquetta», «Pasqua tombola», «Pasqua a forza 11 (mila)!».
- Un frate promosso a fratello del re. La pagina storica della Lottomatica introduce correttamente «il frate Gregorio Maria Rocco» e poi lo chiama tre volte «il fratello Gregorio Maria Rocco».
- Refusi nelle pagine che assolvono a un obbligo di legge. Nella pagina RTP della Lottomatica: «Percentuale del fono Jackpot a premio» (tre volte, per «fondo») e «Chiamata del Jackpot: entro l’74°».
Il bingo è, di tutti i giochi da casinò, quello con la documentazione pubblica più ricca — e anche quello dove abbiamo trovato più scarti fra ciò che è scritto e ciò che c’è. La scheda della singola sala resta il documento da leggere, anche quando contraddice la pagina editoriale dello stesso sito.











