In breve. iOS: App Store, regolare. Android: file .apk dal dominio dell’operatore, senza badge ingannevoli. C’è anche un’app di poker separata.
Su Android: nessun badge falso
La pagina di download dichiara, verbatim: «Come tutte le app scaricate fuori dal Play Store, prima di procedere all’installazione esegui i passi seguenti… Se non già impostato ti verrà chiesto di abilitare le “sorgenti sconosciute“».
Abbiamo controllato il codice delle pagine di download: zero riferimenti alla Play Store, nessun badge «Disponibile su Google Play». Sembra poco, ma nel confronto conta: fra gli operatori che abbiamo verificato ce n’è uno che mostra il badge ufficiale del Play Store e scarica comunque un apk.
Il file arriva dal dominio dell’operatore, che è l’unico posto da cui va preso.
Perché in Italia funziona così
Non è una scelta di AdmiralBet. La policy di Google sul gioco a denaro reale contiene una tabella paese per paese, e alla riga Italia compare una sola categoria ammessa: le lotterie. Le scommesse sportive non ci sono — mentre lo sono in una trentina di altri paesi, Francia, Germania, Spagna e Regno Unito compresi.
La conseguenza è che in Italia l’app dei concessionari si scarica dal sito, come file .apk, autorizzando l’installazione da un’origine che il telefono non conosce. Il quadro completo, con le regole di Google e di Apple citate alla lettera, è nella pagina sulle app scommesse.
La regola di sicurezza
Installando da fuori dallo store si perde il controllo automatico sui pacchetti, e va sostituito con il proprio:
· scaricare solo dal dominio del concessionario, quello con la concessione 16048 nel piè di pagina;
· diffidare di versioni «modificate», «premium» o «con bonus sbloccato»;
· non installare mai un file arrivato per messaggio o preso da un sito di raccolta di apk.
Su iPhone
L’app è sull’App Store italiana, regolarmente pubblicata. È gratuita — e non è una gentilezza: la regola 5.3.4 di Apple impone che le app di gioco a denaro reale abbiano licenza nei territori dove sono usate, siano limitate geograficamente a quei territori e siano «free on the App Store».
È anche il motivo per cui il deposito non passa mai dal sistema di pagamento di Apple: la regola 5.3.3 vieta gli acquisti in-app «for use in conjunction with real money gaming of any kind».
C’è anche un’app di poker
Separata dalla principale, con lo stesso schema: App Store su iOS, file diretto su Android. È coerente con la struttura della concessione italiana, che autorizza sette tipologie di gioco — fra cui i giochi di carte — sotto lo stesso titolo.
Una piccola incoerenza
La FAQ della homepage parla di «un’App ufficiale per dispositivi iOS e Android» senza precisare che su Android serve autorizzare le origini sconosciute. L’informazione c’è, ma su un’altra pagina — e chi legge solo la FAQ resta con l’idea che si scarichi da uno store.

