Scommesse virtuali: come funziona davvero l'algoritmo, e perché non esiste nessun trucco

Ogni mese in Italia si cercano centinaia di volte «algoritmo scommesse virtuali», «trucchi scommesse virtuali», «come vincere al calcio virtuale». Le pagine che rispondono a quelle ricerche si dividono in due gruppi: chi vende un metodo e chi denuncia un gioco truccato. Nessuno dei due porta un documento.

Il documento esiste, è il regolamento delle scommesse su eventi simulati, e contiene una frase che smonta entrambe le posizioni nello stesso momento. Il totalizzatore nazionale dell’ADM — testuale — «garantisce l’effettiva chiusura dell’accettazione delle giocate prima che vengano generate le combinazioni pseudo casuali dall’RNG».

Leggila due volte, perché è tutta lì. Prima chiudono le scommesse. Poi nasce il risultato. Quando premi «conferma», l’esito di quella partita non esiste ancora: non c’è nessuno schema da leggere, nessuna sequenza da interrompere, nessun cavallo «in scadenza». E allo stesso tempo il bookmaker non può truccare nulla, perché il generatore non è suo: la stessa norma dice che è il totalizzatore nazionale a «detenere l’RNG». Il risultato lo produce il sistema dello Stato, non l’operatore.

C’è però un rovescio della medaglia, e nessuna delle otto pagine che abbiamo misurato lo racconta. Sulle scommesse sportive vere l’ADM non impone alcun rendimento minimo. Qui sì — e proprio per questo si scopre quanto in basso è permesso arrivare: su una scommessa plurima il ritorno teorico può fermarsi al 60%. Gli articoli che parlano di «gioco truccato» stimano il margine fra il 10 e il 25 per cento. La norma ne consente quaranta.

Marco Ferretti
Ultimo aggiornamento:
07/09/2026

I siti con concessione ADM che offrono scommesse virtuali

Gli operatori autorizzati con un palinsesto di eventi virtuali. Come funziona l’algoritmo che li genera, e perché non esiste nessun trucco, è spiegato qui sotto.

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Che cosa sono, ufficialmente, le scommesse virtuali

Il nome commerciale è «scommesse virtuali» o «calcio virtuale». Il nome nei documenti è un altro: scommesse a quota fissa su simulazioni di eventi. E la definizione ufficiale di evento virtuale è più asciutta di qualunque pagina promozionale: «l’evento sul quale si effettuano le scommesse e visualizzato tramite grafica animata o per mezzo di un evento reale precedentemente registrato».

La sequenza che smonta tutte e due le tesi

Su questo argomento si scrive tanto e si documenta niente. Da una parte pagine che spiegano come «leggere l’algoritmo»; dall’altra articoli che parlano di «gioco truccato». Le due posizioni sembrano opposte e hanno in comune la stessa lacuna: nessuna delle due dice in che ordine succedono le cose.

L’ordine è scritto nel regolamento delle scommesse su eventi simulati, ed è questo: il totalizzatore nazionale «garantisce l’effettiva chiusura dell’accettazione delle giocate prima che vengano generate le combinazioni pseudo casuali dall’RNG».

Prima chiudono le scommesse. Poi nasce il risultato.

Gli otto passaggi di un evento virtuale

Ordine Cosa succede Dove
1 Il programma pubblica quote ed esiti dell’evento Piattaforma del concessionario
2 Le quote restano visibili almeno 30 secondi Piattaforma
3 Tu piazzi la giocata: il risultato non esiste ancora Il tuo conto di gioco
4 Chiude l’accettazione delle giocate Totalizzatore nazionale
5 Solo ora l’RNG genera le combinazioni Totalizzatore nazionale
6 La piattaforma costruisce la simulazione sull’esito ricevuto Piattaforma
7 Parte l’animazione che guardi Il tuo schermo
8 Il sistema centrale verifica l’esito e autorizza i pagamenti Totalizzatore nazionale

Cosa significa per chi cerca un metodo

Significa che il problema non è la difficoltà della previsione: è che non c’è niente da prevedere. Nel momento in cui premi «conferma», l’esito di quell’evento non è ancora stato prodotto da nessuno. Non è nascosto in un server in attesa di essere indovinato: non esiste.

Tutti i «trucchi» che circolano su questo tema presuppongono il contrario — che ci sia una serie in corso, un ciclo, una tendenza che si può intercettare. Presuppongono cioè un risultato già determinato che aspetta di uscire. La norma dice che il risultato viene generato dopo, e per una ragione precisa: se fosse generato prima, qualcuno potrebbe conoscerlo mentre le scommesse sono ancora aperte.

Cosa significa per chi parla di gioco truccato

Che il bookmaker non può decidere chi vince, perché non è lui a produrre il risultato. Questo è il punto che i due articoli critici più letti su questo tema non affrontano mai, pur essendo la parte più verificabile di tutta la materia.

Il regolamento assegna al totalizzatore nazionale quattro compiti, e conviene leggerli in fila: detiene l’RNG che «fornisce le combinazioni pseudo casuali ai fini della determinazione degli esiti vincenti»; garantisce la chiusura delle giocate prima della generazione; verifica la correttezza dell’esito generato dal sistema di gioco; e solo così «autorizza il pagamento dei biglietti vincenti».

La documentazione tecnica dell’ADM spiega perché l’architettura è stata pensata così, e la frase vale più di qualunque rassicurazione commerciale: «la presenza del generatore di numeri pseudo casuali nel totalizzatore nazionale garantisce l’effettiva chiusura delle vendite prima della conoscenza del risultato e il controllo centralizzato dei biglietti vincenti come accade per gli eventi reali».

Va poi aggiunto un dettaglio che quasi nessuno conosce: per gli eventi simulati la verifica tecnica di conformità della piattaforma non è affidata a un laboratorio privato convenzionato, come accade per gli altri giochi, ma è indirizzata a SOGEI, la società informatica pubblica. Gli algoritmi di ciascuna piattaforma vengono testati «in termini di affidabilità e robustezza» e poi «implementati nel totalizzatore nazionale», dove sono confrontati «su un numero elevatissimo di eventi verificando l’uniformità di comportamento».

Il vero problema è un altro, ed è più grave

Chiarito che non c’è nessuna mano che sposta il risultato, resta la domanda che conta: allora perché si perde? La risposta non richiede complotti. Il vantaggio del banco in questo prodotto non è nascosto: è scritto in una norma, con un minimo e un massimo, ed è il tema della sezione successiva.

Anticipiamo solo il numero che rende inutile ogni discussione sui trucchi: su una scommessa plurima, la percentuale di ritorno teorico può legittimamente scendere fino al 60%. Non serve manipolare niente per farti perdere quaranta centesimi su ogni euro nel lungo periodo. Basta la matematica delle quote, pubblicata e autorizzata.

I «trucchi» che circolano, uno per uno

Li abbiamo letti sulle pagine che rispondono oggi a chi cerca «trucchi scommesse virtuali» e «algoritmo scommesse virtuali». Li riportiamo perché smontarli è più utile che ignorarli — e perché quasi tutti condividono lo stesso errore di partenza.

Sette consigli e perché nessuno regge

Il «trucco» che si legge Cosa presuppone Perché non funziona
Interrompere una serie dopo 4 segni uguali Che la serie «debba» spezzarsi Il generatore non ha memoria; l’esito non è ancora generato
Non puntare sui favoriti finché non vince uno sfavorito per 3 corse Un riequilibrio automatico Ogni evento è indipendente dal precedente
Evitare il cane che ha già vinto più volte Che la vittoria «si consumi» Stessa fallacia, al contrario
Quota sotto 2,50 = «esce quasi sicuramente» Una lettura sbagliata della quota Quota 2,50 significa circa 40%, non «quasi certo»
Studiare la classifica del campionato virtuale Che le squadre abbiano una forma La «forza» è un parametro, già dentro la quota
Puntare sul piazzato perché «più abbordabile» Che quota bassa = vantaggio Il ritorno teorico non migliora: cambia solo la varianza
Raddoppiare dopo ogni perdita Un bankroll infinito Con ritorno teorico sotto il 100% la perdita attesa cresce

La fallacia dello scommettitore, con un aggravante

I primi tre della tabella sono la stessa cosa: la convinzione che un risultato «in ritardo» diventi più probabile. È l’errore di ragionamento più studiato del gioco d’azzardo, e vale per qualunque processo casuale: una moneta che è uscita testa quattro volte ha esattamente il 50% di uscire testa alla quinta.

Nei virtuali però c’è un’aggravante che rende la cosa ancora più netta. Non solo il generatore non ha memoria: quando piazzi la quinta giocata, il quinto risultato non è stato ancora generato. Chi «interrompe la serie» crede di reagire a un pattern in corso; sta scommettendo su un numero che nascerà nei secondi successivi alla chiusura delle puntate.

Una delle pagine che vendono questo metodo lo scrive in modo abbastanza esplicito da poterlo citare: se il segno 1 «è uscito per 4 volte di fila, per la quinta partita la giocata sulla doppia chance X2 […] è da tentare». Non c’è nessun meccanismo che renda quella quinta partita diversa dalle altre.

La quota letta male

Il quarto della tabella merita un conto, perché è aritmetica e si verifica in dieci secondi. Una pagina consiglia di evitare la puntata quando c’è un solo levriero sotto quota 2,50, perché «uscirà quasi sicuramente».

Una quota di 2,50 corrisponde a una probabilità implicita di 100 diviso 2,50, cioè 40%. E quel 40% è ancora gonfiato dal margine dell’operatore: la probabilità reale è più bassa. «Quasi sicuramente» descrive un evento che nella maggior parte dei casi non si verifica.

È il modo più rapido di capire quanto valgono questi consigli: non serve una teoria della probabilità, serve una divisione.

Il campionato virtuale e l'illusione della forma

Il quinto è il più sofisticato e per questo il più convincente. Alcune pagine invitano a seguire la classifica del campionato virtuale, la media gol delle squadre, quante volte pareggiano in una stagione. Sembra analisi.

Il punto è che quei valori non sono scoperti: sono impostati. La documentazione tecnica descrive una classifica costruita su un indice di bravura assegnato ai concorrenti, e il regolamento impone che gli esiti non siano equiprobabili — devono esistere favoriti e sfavoriti, altrimenti il prodotto non somiglierebbe a una scommessa. Ma quel parametro è già dentro la quota, per costruzione: la norma stabilisce che i concorrenti con probabilità più alta di essere estratti abbiano quote più basse.

Studiare la classifica per prevedere la partita è come studiare le quote per prevedere le quote. L’informazione che credi di scoprire è la stessa che il sistema ha usato per fissare il prezzo — meno il margine.

Nessuna delle pagine che vendono metodi pubblica un payout

È l’osservazione che chiude il discorso, e viene dalla misurazione. Delle pagine che oggi rispondono a «algoritmo scommesse virtuali» e «trucchi scommesse virtuali», nessuna pubblica una sola percentuale di ritorno. Nessuna cita un decreto, un regolamento, un numero di concessione. Tutte le affermazioni regolamentari sono fatte per autorità propria.

C’è poi un dettaglio che conviene sapere. Una delle pagine meglio posizionate su «trucchi scommesse virtuali» non promuove concessionari italiani: monetizza con sedici operatori senza concessione ADM, con licenze di Curaçao, Costa Rica e Anjouan, e rimanda esplicitamente a sezioni «non AAMS». Chi cerca un metodo per battere i virtuali finisce, statisticamente, davanti a un invito a giocare fuori dal perimetro legale — dove il totalizzatore nazionale, l’RNG dello Stato e il payout minimo di cui parla questa pagina non esistono.

Scommessa vera e evento simulato: le undici differenze

La confusione fra i due prodotti è aiutata dal fatto che vivono nella stessa sezione dello stesso sito, con la stessa grafica e lo stesso schedina. Ma sono cose diverse, e la tabella mette in fila tutto quello che cambia.

Una precisazione sulla riga più importante. Nella nostra pagina sulle scommesse live abbiamo documentato che l’ADM non impone alcun rendimento minimo alle scommesse sportive, e che dal 2022 non ha nemmeno più la facoltà di imporlo. Qui è l’opposto: per gli eventi simulati la banda di ritorno teorico è fissata con un minimo e un massimo. Il regolatore ha trattato diversamente due prodotti che il giocatore vede uno accanto all’altro — e la ragione è evidente: quando l’esito lo produce un algoritmo e non il mondo, non c’è un mercato che tenga a bada il prezzo.

Le undici differenze

Elemento Scommessa su evento reale Evento simulato
Chi determina l’esito Il fatto accaduto in campo Un generatore di numeri pseudo casuali
Dove risiede il generatore Totalizzatore nazionale (ADM)
Quando nasce il risultato Durante l’evento Dopo la chiusura delle scommesse
Payout minimo imposto Nessuno 80% singola · 60% plurima
Payout massimo imposto Nessuno 90%
Informazione utile disponibile Sì, sullo sport Nessuna
Chi verifica la piattaforma Organismo di verifica SOGEI + organismo per l’integrazione
Posta unitaria 0,05 € 0,50 € (0,05 € sistemistiche)
Importo minimo per ricevuta 1 € 1 €
Imposta 20,5% fisico · 24,5% a distanza 24,5% su ogni canale
Frequenza Il calendario sportivo Fino a 3.000 eventi al giorno
Intestazione di eurobet.it con la barra di navigazione Home, Sport, Live, Virtual, Ippica, Slot, Casinò, Casinò Live, Poker, Bingo, Carte, Lotterie, sopra la pagina Nuovi Iscritti con le offerte WelCOMBOnus fino a 7.100 euro, Welcome Bonus Scommesse Sportive fino a 100 euro e Welcome Bonus Casinò fino a 7.000 euro
Che siano prodotti distinti si vede prima di qualsiasi spiegazione, nella barra di navigazione di un concessionario: Sport, Live e Virtual sono tre voci separate. Dietro la terza ci sono un regolamento diverso, un generatore di numeri casuali che non appartiene all’operatore e una banda di rendimento imposta per legge. Screenshot del 4 settembre 2026.

Un evento simulato, per la legge, è una scommessa

Vale la pena chiarire l’inquadramento, perché ha conseguenze pratiche. Nel riordino del gioco a distanza gli eventi simulati stanno dentro la categoria delle scommesse — la norma parla di «scommesse, a quota fissa e a totalizzatore, su eventi, anche simulati, sportivi» — mentre i giochi di abilità stanno in una lettera separata.

Ma nelle regole tecniche dell’ADM i sistemi di gioco sono elencati uno per uno, e le «scommesse su eventi simulati» sono un sistema autonomo, distinto sia dalle scommesse su eventi sportivi e non sportivi sia dai giochi di abilità e dai giochi a quota fissa. Anche le linee guida per le verifiche tecniche hanno una sezione dedicata solo a loro.

La sintesi onesta: un evento simulato prende la forma dalle scommesse e il motore dai giochi d’azzardo. Eredita la ricevuta di partecipazione, la quota fissa, la multipla, il totalizzatore e il tetto di vincita; ma il risultato lo produce un generatore, e il rendimento lo fissa una norma invece del mercato. È esattamente per questo che il regolatore ha dovuto fare qui quello che non fa sulle scommesse vere: imporre una banda di RTP.

Il divieto che tiene separati virtuali e slot

C’è una regola poco nota e molto chiara, che serve a impedire che la licenza dei virtuali venga usata per vendere altro. La piattaforma «non può offrire eventi virtuali di carattere numerico nonché eventi legati a giochi d’abilità», e sono «esclusi dai programmi ufficiali gli eventi virtuali che riproducono graficamente tutti i giochi di carte ed i giochi a rulli».

Giochi a rulli significa slot. Il legislatore ha previsto il rischio che una slot venisse ridisegnata come «gara virtuale» e l’ha vietato in modo esplicito.

Alla stessa logica risponde un’altra regola: la piattaforma «non può offrire scommesse i cui esiti pronosticabili siano equiprobabili». Se tutti i concorrenti avessero la stessa probabilità, il prodotto sarebbe una lotteria con una grafica sopra. Devono esserci favoriti e sfavoriti — ed è per questo che un campionato virtuale ha squadre «forti» e «deboli».

Il payout è imposto per legge — ed è più basso di quanto denunciano i critici

Questa è la parte che nessuna delle otto pagine misurate riporta, e che cambia il modo di guardare al prodotto.

Il regolamento degli eventi simulati non si limita a dire che le quote devono essere sensate. Fissa una banda, con un pavimento e un soffitto: «ad ogni esito, relativo ad una scommessa singola, generato dalla piattaforma di gioco deve essere associata una percentuale di ritorno teorico dell’importo scommesso compresa tra l’80 per cento e il 90 per cento»; e «ad ogni combinazione, relativa ad una scommessa plurima, […] una percentuale di ritorno teorico […] compresa tra il 60 per cento e il 90 per cento». Per le multiple il tetto resta il 90%, e — dettaglio importante — va rispettato «dopo l’applicazione di eventuali sistemi di maggiorazione delle vincite»: il bonus multipla non può servire a sforare.

Non è una previsione né una stima di settore: è un obbligo, e l’ADM lo verifica. Nelle linee guida per gli organismi di verifica il compito è formulato così: controllare che la piattaforma «non permetta di impostare dei valori di RTP inferiori a 80% e superiori a 90% per le scommesse singole e inferiori a 60% e superiori a 90% per le scommesse plurime».

La banda, e il confronto con le scommesse vere

Tipo di giocata Ritorno teorico minimo Massimo Margine massimo del banco
Scommessa singola (ogni esito) 80% 90% 20%
Scommessa plurima (ogni combinazione) 60% 90% 40%
Giocata multipla non fissato 90%
Scommessa su evento reale nessun minimo nessun massimo non regolato

La riga in fondo è il motivo per cui questa sezione esiste. Sulle scommesse sportive su eventi reali, come abbiamo documentato nella pagina dedicata alle scommesse live, non c’è alcun rendimento minimo: il regolamento definisce la percentuale di allibramento e non le mette limiti, e la facoltà stessa di metterli — che esisteva nel decreto precedente — è stata eliminata nel 2022.

Qui invece il rendimento è normato in entrambe le direzioni. Il che è insieme una garanzia e una brutta notizia: la garanzia è che esiste un pavimento; la brutta notizia è che ora sappiamo quanto è basso.

Il 60% delle plurime, che nessuno racconta

Gli articoli critici più letti su questo argomento stimano il vantaggio del banco nei virtuali «tra il 10% e il 25%», contro l’1-5% dei giochi da casinò. È una denuncia, ed è fondata. Ma è anche, alla lettera, ottimistica.

Su una scommessa plurima la norma consente un ritorno teorico del 60%, cioè un margine del 40 per cento. Non è un abuso e non è una violazione: è il pavimento previsto dal regolamento. Chi denuncia il 25% sta descrivendo una situazione migliore di quella che la legge autorizza.

Chiariamo cos’è una plurima, perché il nome trae in inganno e non è la multipla. La plurima è la giocata su più combinazioni dello stesso evento — l’accoppiata in una corsa, il piazzamento su due o tre concorrenti, il risultato esatto abbinato. La multipla combina eventi diversi. Le plurime sono proprio le giocate che le sezioni virtuali propongono con più evidenza nelle corse di cavalli e levrieri, e sono quelle su cui il pavimento di rendimento è più basso.

Cosa vuol dire in euro

Ritorno teorico Giocando 100 € Giocando 500 € Giocando 1.000 €
90% (il massimo consentito) −10 € −50 € −100 €
85% −15 € −75 € −150 €
80% (minimo per le singole) −20 € −100 € −200 €
70% −30 € −150 € −300 €
60% (minimo per le plurime) −40 € −200 € −400 €

La tabella non descrive un rischio: descrive il funzionamento previsto. Il ritorno teorico è la quota di raccolta che il sistema restituisce in vincite nel lungo periodo; la differenza è la perdita attesa di chi gioca, per costruzione.

Ed è qui che si vede perché la ricerca di un «metodo» è mal posta. Nessuna sequenza di puntate cambia la banda di rendimento: non esiste ordine di giocate che trasformi un ritorno teorico dell’80% in qualcosa di superiore al 100%. È l’unico argomento davvero definitivo contro tutti i sistemi, ed è aritmetico.

Come si legge il payout da soli

Serve solo una calcolatrice, e vale la pena saperlo fare perché mette in mano un controllo reale. Prendi tutte le quote di un evento, calcola per ognuna 100 diviso la quota, somma i risultati. Se la somma fa 112,5, il payout teorico è 100 diviso 1,125, cioè 88,9%. Se fa 130, il payout è 77%.

Un concessionario pubblica esattamente questo conto su una propria pagina dedicata alle probabilità di vincita, con una corsa di otto cavalli e la somma che arriva a 112,5. È l’esempio più utile che abbiamo trovato in tutto il settore, e conferma quanto sia semplice: il margine si vede prima di puntare, sempre, su qualunque evento.

Una nota di lettura sui payout pubblicati mensilmente dagli operatori: quelli sono valori realizzati, non teorici, e su periodi brevi possono anche superare il 100% su un singolo mercato. Non contraddicono la banda di legge, che riguarda il ritorno teorico impostato nella piattaforma.

I limiti veri, e due pagine dell'ADM che dicono cose diverse

Cercando la vincita massima di una scommessa virtuale succede una cosa curiosa: si trova ovunque il numero 10.000 €, compresa la pagina dell’ADM che descrive il gioco. E si trova, in un documento più recente della stessa ADM, il numero 50.000 €.

Non è un mistero, ed è utile capirlo perché spiega da dove nasce metà della disinformazione su questo tema. La pagina descrittiva dice che «non possono essere effettuate scommesse che originano una vincita superiore a 10.000 euro» e, per la percentuale di allibramento, rimanda al «decreto direttoriale 12 febbraio 2013». Quel decreto però è stato abrogato: il regolamento del 2016 chiude con una disposizione esplicita che lo cancella. La pagina descrittiva rimanda a una norma che non c’è più.

Il regolamento del 2016, dal canto suo, non scrive un numero: rinvia al limite delle scommesse ordinarie «ed eventuali successive modificazioni». È un rinvio mobile — e quel limite si è mosso, passando a 50.000 € con il regolamento del 2022. Le linee guida ADM per le verifiche tecniche, pubblicate nell’aprile 2025, sciolgono il rinvio in modo definitivo: il sistema non deve consentire biglietti «la cui vincita potenziale sia superiore a 50.000 euro», citando espressamente il decreto del 2022 «che sostituisce» quello del 2006.

Dove le due fonti divergono

Dato Pagina descrittiva ADM Atti ADM vigenti
Vincita massima 10.000 € 50.000 € (linee guida, aprile 2025)
Orario del totalizzatore 06:00 – 24:00 07:00 – 03:00 (regolamento 2016)
Fonte richiamata per l’allibramento Decreto 12 febbraio 2013 Abrogato dal regolamento 2016
Canali di raccolta citati Negozi e corner Anche raccolta a distanza
Posta base 0,50 € 0,50 € — coincide
Importo minimo 1,00 € 1,00 € — coincide

Il caso dell’orario è la conferma che si tratta di una pagina rimasta indietro e non di due regimi diversi: la pagina descrittiva indica 06:00-24:00, ma il regolamento del 2016 fissa l’apertura del totalizzatore dalle 07:00 alle 03:00 — ed è l’orario che pubblicano gli operatori. Chi confronta una sezione virtuale con la pagina istituzionale trova una discrepanza di tre ore a notte e conclude, sbagliando, che l’operatore stia raccogliendo fuori orario.

È lo stesso fenomeno che abbiamo incontrato scrivendo la pagina sulle scommesse live: anche lì la pagina «Normativa» dell’ADM continua a elencare il decreto del 2006 senza citare quello del 2022 che lo ha sostituito. Le pagine descrittive restano indietro rispetto agli atti. Quando i due si contraddicono, vale l’atto, e vale il più recente.

Il quadro completo dei limiti

Limite Valore Nota
Posta unitaria 0,50 € 0,05 € per le sistemistiche
Importo minimo per ricevuta 1,00 € Come per le scommesse reali
Multipli ammessi 50 centesimi Si punta 1 €, 1,50 €, 2 €…
Vincita potenziale massima 50.000 € Per biglietto
Sub-limite nelle sistemistiche 10.000 € Per ogni combinazione interna
Eventi per programma ufficiale 3.000 al giorno Era 500
Esposizione minima delle quote 30 secondi Era 90
Visualizzazione minima del risultato 30 secondi Dopo la conclusione
Apertura massima su un evento 8 ore Dal momento in cui è quotato
Orario del totalizzatore 07:00 – 03:00 Venti ore su ventiquattro
Eventi massimi in una sistemistica 10 Non si mescolano discipline
Annullamento della giocata online Non consentito I 180 secondi valgono solo per il cartaceo

Due righe meritano un commento. Il sub-limite di 10.000 € nelle sistemistiche esiste davvero: nessuna singola combinazione interna a un sistema può generare una vincita superiore, anche se il biglietto nel suo insieme arriva a 50.000. È quasi certamente la sopravvivenza pratica del vecchio numero, ed è probabilmente all’origine della confusione.

E la posta unitaria di 0,50 € è la differenza più concreta rispetto alle scommesse su eventi reali, dove è di 5 centesimi. Sui virtuali non si può puntare 1,20 €: si punta a multipli di cinquanta centesimi. Una differenza di dieci volte nella granularità, su un prodotto che propone un evento ogni pochi minuti.

La frequenza: la regola che non esiste, e quella che è cambiata

Ci aspettavamo di trovare un intervallo minimo obbligatorio fra un evento virtuale e il successivo — è la misura di tutela che il buon senso suggerisce per un prodotto che propone una partita ogni pochi minuti. L’abbiamo cercata nel regolamento, nei due allegati tecnici e nelle linee guida di verifica dell’ADM.

Non esiste. I «tre-cinque minuti» che si leggono in giro sono la cadenza commerciale scelta dai fornitori delle piattaforme, non un obbligo. Lo scriviamo così perché è la verità documentale, e perché una regola immaginaria citata come esistente sarebbe peggio dell’assenza di regola.

Quello che esiste è un limite di volume: il programma ufficiale «non può prevedere più di tremila eventi virtuali giornalieri». È diverso da una cadenza — dice quanti eventi in totale, non quanto distanti fra loro — e soprattutto dice qualcos’altro, se si guarda da dove viene quel numero.

Il senso di marcia

Parametro Regime precedente Regime attuale Direzione
Eventi massimi al giorno 500 3.000 Sestuplicato
Esposizione minima delle quote 90 secondi 30 secondi Ridotta a un terzo
Intervallo minimo fra eventi non previsto non previsto Invariato

Il tetto precedente era di 500 eventi al giorno. È stato portato a 3.000: sei volte tanto. Nello stesso passaggio, il tempo minimo per cui le quote devono restare visibili prima della chiusura è sceso da 90 a 30 secondi.

Sono due modifiche che vanno nella stessa direzione, e non è quella della tutela: più eventi disponibili, meno tempo per decidere su ciascuno. Se c’è una storia di gioco responsabile da raccontare sui virtuali, è questa — non un intervallo minimo che non è mai stato scritto.

Per dare la misura: 3.000 eventi distribuiti sulle venti ore di apertura del totalizzatore fanno un evento ogni ventiquattro secondi. Nessun operatore si avvicina a quel ritmo su una singola disciplina, ma il tetto autorizzato è quello, e vale per programma ufficiale.

L'unica norma di tutela specifica, ed è generica

Il regolamento dedica al tema un solo articolo, e vale la pena riportarlo per intero perché la sua brevità è essa stessa un’informazione: «il concessionario promuove i comportamenti responsabili di gioco, anche attraverso l’utilizzo di messaggi visibili al pubblico ed adotta ogni iniziativa idonea ad evitare violazioni del divieto di gioco ai minori».

Niente sulla frequenza, niente sui limiti di sessione, niente sulla velocità. Gli strumenti di controllo che funzionano davvero non stanno in questo regolamento: stanno nel conto di gioco, e li trovi in fondo a questa pagina.

Su cosa si può scommettere, e dove

Le discipline non sono stabilite dalla norma: il regolamento vieta certe categorie — numeriche, giochi di abilità, carte, giochi a rulli — e per il resto lascia scegliere. Nella pratica il catalogo italiano si è assestato su un gruppo ristretto, con il calcio nettamente in testa.

Un dato di mercato che vale la pena riportare, e che i due articoli critici più letti riportano nello stesso modo: il calcio virtuale rappresenta circa il 60% del mercato italiano dei virtuali, mentre corse di cavalli e levrieri coprono circa il 35% dei ricavi. È una stima di ricerca commerciale, non un dato ADM, e la diamo per quello che è.

Le discipline e i loro mercati

Disciplina Durata tipica dell’animazione Mercati più diffusi
Calcio 1-3 minuti 1X2, over/under, gol/no gol, risultato esatto
Corse di cavalli (galoppo) 30-70 secondi Vincente, piazzato, accoppiata, tris
Corse di cavalli (trotto) 45-60 secondi Vincente, piazzato, accoppiata
Levrieri (cani) 60-90 secondi Vincente, piazzato, accoppiata, pari/dispari
Basket Pochi minuti Vincente, punti totali, handicap
Tennis Pochi minuti Vincente, set, game
Automobilismo e motociclismo Pochi minuti Vincente, podio
Ciclismo Pochi minuti Vincente, piazzato
Campionati a stagione simulata Continuo 1X2 di giornata, classifica

Dove sono offerti

La tabella elenca i concessionari con una sezione virtuali che abbiamo aperto e verificato direttamente, con il numero di concessione da confrontare col piè di pagina del sito. Non è una classifica e non pretende di essere esaustiva: sono quelli su cui la verifica è stata fatta.

I concessionari con sezione virtuali verificata

Concessionario Concessione Sezione virtuali verificata
Sisal 16020
Snai 16032
Lottomatica 16010
Goldbet 16009
Betflag 16008
Planetwin365 16007
AdmiralBet 16048
QuiGioco 16015

La verifica da fare prima di giocare è sempre la stessa, e vale dieci secondi: scorri in fondo al sito, trova il numero di concessione, confrontalo. Se il numero non c’è, o comincia per 15 invece che per 16, quel sito non è un concessionario italiano: le concessioni della serie precedente sono cessate il 12 novembre 2025.

Non è un dettaglio formale su questo prodotto in particolare. Tutto ciò che rende i virtuali un gioco controllato — l’RNG che risiede nel totalizzatore dello Stato, la chiusura delle scommesse prima della generazione, il pavimento di rendimento dell’80% e del 60% — esiste solo dentro il perimetro della concessione. Su una piattaforma senza concessione italiana non c’è nessun totalizzatore nazionale a generare i numeri, e nessuna banda di RTP da rispettare.

Piè di pagina di betflag.it con la colonna Sport che elenca Scommesse Sportive, Scommesse Live, Scommesse Virtuali, Exchange e Totocalcio, accanto alle colonne Slot, Casinò Live, Casinò Online, Cavalli, Carte, Bingo, Lotterie, Poker e Affiliazioni
Nel piè di pagina di un concessionario le Scommesse Virtuali sono elencate nella stessa colonna delle scommesse sportive e di quelle live: sono un prodotto della sezione sport, non del casinò. È anche il posto più veloce per capire se un sito le offre davvero, prima di aprire un conto. Screenshot del 4 settembre 2026.

Perché ci sono favoriti e sfavoriti

Una domanda che torna spesso: se è tutto casuale, perché una squadra è data vincente a 1,60 e un’altra a 5,00? Perché il regolamento vieta che gli esiti siano equiprobabili, e perché le quote sono costruite in modo che «i concorrenti con una più alta probabilità di essere estratti abbiano quote più basse e viceversa».

Dietro c’è un parametro assegnato a ogni concorrente — una specie di indice di bravura — che determina la sua probabilità di estrazione. Quel parametro non è un segreto da scoprire studiando i risultati passati: è già tradotto nella quota che vedi. La quota è l’informazione, non l’indizio.

Bonus, rigioco e tassazione

«I virtuali valgono per sbloccare il bonus?» è una delle domande più frequenti, e merita una risposta precisa invece di un’alzata di spalle: non esiste una norma che lo stabilisca, e l’assenza è documentabile.

La determinazione dell’ADM che disciplina i bonus dei concessionari delimita il proprio campo fin dal primo articolo: stabilisce le tipologie di bonus offribili «per le scommesse a quota fissa su eventi diversi dalle corse dei cavalli e su eventi non sportivi». Gli eventi simulati non sono nominati. L’unico obbligo che li tocca è generale e riguarda la trasparenza: il concessionario «deve rendere disponibile e facilmente accessibile al giocatore lo stato di utilizzo del bonus e i requisiti di gioco necessari per il soddisfacimento delle condizioni di utilizzo dello stesso».

Cosa si può e non si può affermare

Domanda Risposta documentale
Esiste una norma sui virtuali e il rigioco dei bonus? No
La determinazione ADM sui bonus li nomina? No: riguarda gli eventi reali
Cosa obbliga l’ADM a fare al concessionario? Rendere accessibili i requisiti di gioco
Chi decide se i virtuali contano? Il regolamento della singola promozione
Cosa significa «bonus» nel regolamento dei virtuali? Il moltiplicatore di vincita sulle multiple

Quindi la risposta corretta è: dipende dall’operatore, e lo trovi scritto nei termini della promozione. Chi ti dice che i virtuali contano sempre, o che non contano mai, sta generalizzando un caso particolare.

Pagina dei bonus di benvenuto di snai.it, con il menù Scommesse, Virtual, Ippica, Casinò, Poker, Bingo, Giochi di carte, Lotterie e il paragrafo «Bonus di benvenuto Virtual», che parla di seguire il palinsesto dei virtuali e delle modalità di gioco offerte
La prova che il trattamento è commerciale e non normativo: qui il concessionario non si limita ad ammettere i virtuali nel rigioco, ha proprio un bonus di benvenuto Virtual a sé stante, elencato accanto a quelli di Scommesse, Ippica, Casinò e Poker. Un altro operatore può non averlo e non violare nulla. Screenshot del 4 settembre 2026.

Attenzione all’equivoco di parole segnalato nell’ultima riga. Nel regolamento degli eventi simulati «bonus» indica il «sistema di maggiorazione della vincita […] applicata all’importo dell’intero biglietto», cioè il moltiplicatore delle multiple — e la norma precisa che il tetto del 90% di ritorno teorico va rispettato dopo averlo applicato. Non ha niente a che vedere con un bonus di benvenuto.

La tassazione, e una differenza che sorprende

Prodotto Rete fisica A distanza Base imponibile
Scommesse sportive a quota fissa 20,5% 24,5% Raccolta al netto delle vincite
Eventi simulati 24,5% 24,5% Raccolta al netto delle vincite

Dal 1° gennaio 2025 l’imposta unica sugli eventi simulati è del 24,5% della raccolta al netto delle somme restituite in vincite. La base imponibile è quindi il margine, non il volume giocato.

Il dettaglio interessante è il confronto. Le scommesse sportive a quota fissa hanno due aliquote a seconda del canale — 20,5% in agenzia, 24,5% online — mentre per gli eventi simulati l’aliquota è unica su entrambi i canali. Il risultato pratico è che nella stessa agenzia, allo stesso sportello, un evento simulato è tassato quattro punti sopra una scommessa su una partita vera.

Per completezza storica: l’aliquota nasce al 20% nel 2009, passa al 22% e arriva al 24,5% con la legge di bilancio per il 2025.

Perché i virtuali sono il prodotto più difficile da lasciare

Su questo gli articoli critici hanno ragione, e conviene dirlo senza attenuanti anche in una pagina che ne ha corretto alcune affermazioni. La caratteristica che rende i virtuali attraenti — non si aspetta niente, c’è sempre un evento che sta per cominciare — è esattamente quella che li rende più rischiosi di una scommessa su una partita di domenica.

Il meccanismo non è misterioso: dopo una perdita non c’è nessuna pausa imposta dal mondo. Non bisogna aspettare il prossimo turno di campionato. Il prossimo evento parte fra pochi minuti, e la sensazione che «questa volta va meglio» trova subito dove andare.

Cosa cambia rispetto a una scommessa vera

Caratteristica Scommessa sportiva vera Evento simulato
Attesa fra una giocata e l’altra Ore o giorni Minuti
Eventi disponibili al giorno Il calendario Fino a 3.000
Tempo per decidere Illimitato Dai 30 secondi
Possibilità di rigiocare subito dopo una perdita Limitata Immediata
Ruolo della conoscenza Esiste Nessuno
Rendimento nel lungo periodo Non garantito, non normato Fra il 60% e il 90%, per norma

Il punto che chiude tutte le strategie

C’è una riga della tabella che vale più delle altre: il ruolo della conoscenza. In una scommessa su un evento reale, sapere di calcio serve almeno in teoria — si può conoscere un’assenza, una condizione, un dato che il mercato non ha ancora incorporato. È uno spazio stretto e la maggior parte delle persone lo sopravvaluta, ma esiste.

Nei virtuali quello spazio è zero. Non c’è niente da sapere che non sia già nella quota, perché non c’è un mondo da conoscere: c’è un numero che verrà generato dopo la chiusura delle puntate. Ogni ora passata a studiare statistiche del campionato virtuale è tempo speso su un’informazione che non contiene informazione.

È questa la ragione per cui questa pagina non ha una sezione «strategie». Non per prudenza editoriale: perché non ce n’è una che sia onesta.

Gli strumenti, che sono gratuiti

Strumento Dove si attiva Effetto
Limite di deposito Area personale del conto Tetto giornaliero, settimanale o mensile
Autolimitazione di spesa Area personale Blocca il superamento della soglia
Autoesclusione dal singolo sito Area personale Sospende quel conto
Registro Unico degli Auto-esclusi Richiesta all’ADM Vale su tutti i concessionari
Numero verde nazionale 800 558 822 Gratuito e anonimo

I limiti di deposito si impostano prima, in un momento tranquillo: nel momento in cui servirebbero, nessuno li imposta. Su un prodotto che propone un evento ogni pochi minuti, è la differenza più concreta fra una serata e un problema.

Il Registro Unico degli Auto-esclusi è lo strumento più forte perché non riguarda un solo sito: una volta iscritti, l’esclusione vale presso tutti i concessionari con licenza italiana. E il numero verde 800 558 822 dell’Istituto Superiore di Sanità è gratuito e anonimo.

Il gioco è vietato ai minori di 18 anni e può causare dipendenza patologica.

In sintesi

Non esiste nessun algoritmo da prevedere, e la ragione è più forte di quella che di solito si dà. Non è che il risultato sia difficile da indovinare: è che quando piazzi la giocata non è ancora stato generato. Il regolamento impone che il totalizzatore nazionale garantisca «l’effettiva chiusura dell’accettazione delle giocate prima che vengano generate le combinazioni pseudo casuali dall’RNG». Prima chiudono le scommesse, poi nasce l’esito.

E non c’è nessun bookmaker che decide chi vince, perché il generatore non è suo: risiede nel totalizzatore nazionale, e la verifica tecnica della piattaforma è affidata alla società informatica pubblica, non a un laboratorio privato.

Il problema vero è scritto in una norma, ed è peggio di come viene denunciato. Sulle scommesse su eventi reali l’ADM non impone alcun rendimento minimo; sui virtuali sì, e proprio per questo sappiamo quanto in basso è lecito arrivare: 80% sulle singole, 60% sulle plurime. Gli articoli che parlano di «gioco truccato» stimano un vantaggio del banco fra il 10 e il 25 per cento. La norma ne consente quaranta.

Due numeri che circolano ovunque sono vecchi. La vincita massima non è 10.000 € ma 50.000 € — i 10.000 restano solo come sub-limite delle combinazioni interne a un sistema — e l’orario non è 06:00-24:00 ma 07:00-03:00. Entrambi vengono dalla pagina descrittiva dell’ADM, che rimanda a un decreto del 2013 abrogato nel 2016.

Non c’è nessun intervallo minimo obbligatorio fra un evento e il successivo: l’abbiamo cercato e non esiste. Quello che esiste è un tetto di 3.000 eventi al giorno, che era 500, mentre l’esposizione minima delle quote scendeva da 90 a 30 secondi. Se qualcuno cerca la storia di gioco responsabile dei virtuali, è lì che sta.

E la verifica che puoi fare adesso, senza fidarti di nessuno: prendi tutte le quote di un evento virtuale, calcola 100 diviso ciascuna, sommale. Quanto la somma supera 100 è il margine che stai pagando — prima di puntare, ogni volta, su qualunque evento.

Domande frequenti

No, e la ragione è più forte di quella che di solito si dà. Non è che il risultato sia difficile da prevedere: è che nel momento in cui punti non esiste ancora. Il regolamento stabilisce che il totalizzatore nazionale «garantisce l’effettiva chiusura dell’accettazione delle giocate prima che vengano generate le combinazioni pseudo casuali dall’RNG». L’ordine è: chiudono le scommesse, poi il generatore produce l’esito, poi parte l’animazione. Non c’è nessuna sequenza da leggere, perché la sequenza non è ancora stata scritta.

Nel senso che quasi sempre si intende — il bookmaker che decide chi vince per farti perdere — no, e la norma è costruita apposta per impedirlo: il generatore non appartiene all’operatore. Il regolamento dice che è il totalizzatore nazionale a «detenere l’RNG», e che lo stesso sistema «verifica la correttezza dell’esito vincente generato dal sistema di gioco virtuale al fine di autorizzare il pagamento dei biglietti vincenti». Il concessionario vende il biglietto; il risultato lo produce e lo controlla il sistema dello Stato.

Quello che invece è vero, e che si può documentare, è che il margine è fissato in partenza e gioca contro di te. Non serve truccare nulla: basta il ritorno teorico previsto dalla norma, che vedi più avanti in questa pagina.

È l’unico caso in cui la legge italiana lo impone, e i valori sono questi: fra l’80% e il 90% per ogni esito di una scommessa singola, fra il 60% e il 90% per ogni combinazione di una scommessa plurima, e non superiore al 90% per una giocata multipla. Sono percentuali di «ritorno teorico dell’importo scommesso» scritte nel regolamento, non stime.

Il confronto che conta: sulle scommesse sportive su eventi reali l’ADM non impone alcun payout minimo, e dal 2022 non ha nemmeno più la facoltà di imporlo. Qui sì. Il che vuol dire che qui sappiamo anche quanto in basso è lecito scendere.

Perché la norma tratta la plurima come un prodotto diverso: il ritorno teorico minimo scende dall’80% al 60%. Su una singola il banco può trattenere fino al 20%; su una plurima fino al 40%.

Vale la pena metterlo accanto a quello che scrivono gli articoli critici su questo tema, che stimano il vantaggio del banco «tra il 10% e il 25%». La norma ne consente più del doppio. È il numero più severo di tutta questa pagina, ed è l’unico che nessuno dei due schieramenti pubblica.

Un generatore di numeri pseudo casuali che risiede nel totalizzatore nazionale, cioè nel sistema centrale dell’ADM, non sulla piattaforma del bookmaker. La definizione normativa è letterale: l’RNG è «il generatore di numeri pseudo casuali che risiede sul totalizzatore nazionale e fornisce le combinazioni pseudo casuali ai fini della determinazione degli esiti vincenti dell’evento virtuale».

La verifica tecnica di conformità della piattaforma, poi, non è affidata a un laboratorio privato come per gli altri giochi: è indirizzata a SOGEI, la società di informatica pubblica. È una differenza reale rispetto a slot e giochi di abilità.

No. È la rappresentazione di un esito già determinato. La definizione ufficiale di evento virtuale parla di un evento «visualizzato tramite grafica animata o per mezzo di un evento reale precedentemente registrato»: il video è la messa in scena del numero estratto, non una competizione in corso. Quando guardi l’azione da gol sperando che entri, quel gol è già stato assegnato o già escluso.

Un euro per ricevuta, ma con una differenza rispetto alle scommesse sportive vere: la posta unitaria è di 0,50 euro (0,05 € solo per le sistemistiche), contro i 5 centesimi degli eventi reali. In pratica sui virtuali si punta a multipli di cinquanta centesimi, a partire da un euro.

Qui bisogna essere precisi, perché due pagine dell’ADM dicono cose diverse. La pagina descrittiva del gioco dice che «non possono essere effettuate scommesse che originano una vincita superiore a 10.000 euro», e rimanda a un decreto del 12 febbraio 2013 — decreto che però è stato abrogato dal regolamento del 2016. Le linee guida per le verifiche tecniche pubblicate dall’ADM nell’aprile 2025 dicono invece che il sistema non deve consentire biglietti «la cui vincita potenziale sia superiore a 50.000 euro», citando espressamente il decreto del 2022 «che sostituisce» quello del 2006.

Il documento più recente vince, e il meccanismo è chiaro: il regolamento dei virtuali rimanda al limite delle scommesse ordinarie «ed eventuali successive modificazioni» — un rinvio mobile, che si è spostato a 50.000 € quando si è spostato il limite generale. I 10.000 € restano però come sub-limite: nelle giocate sistemistiche nessuna singola combinazione interna può superarli.

Il regolamento fissa l’apertura del totalizzatore dalle 07:00 alle 03:00, cioè venti ore su ventiquattro. Attenzione se trovi scritto «06:00-24:00»: è quello che riporta la pagina descrittiva dell’ADM, che su questo punto è rimasta indietro rispetto al regolamento vigente. Gli operatori pubblicano infatti 07:00-03:00, che è l’orario giusto.

Il tetto è di tremila eventi virtuali giornalieri per programma ufficiale. Ed è il dato più interessante di tutta la pagina dal punto di vista del gioco responsabile, perché racconta una direzione: il limite precedente era di 500 eventi al giorno. È stato sestuplicato. Nello stesso passaggio, il tempo minimo di esposizione delle quote prima della chiusura è sceso da 90 a 30 secondi.

No, e lo diciamo perché ce lo aspettavamo. Abbiamo cercato una regola di cadenza nel regolamento, nei due allegati tecnici e nelle linee guida di verifica dell’ADM: non esiste. I «tre-cinque minuti» fra un evento e l’altro sono una scelta del fornitore della piattaforma, non un obbligo. Le uniche regole di tempo sono i 30 secondi minimi di esposizione delle quote, i 30 secondi minimi di visualizzazione del risultato, e le 8 ore massime di apertura del gioco su un singolo evento.

Regolatoriamente no, e la norma si è preoccupata di tenerli separati con un divieto esplicito: la piattaforma «non può offrire eventi virtuali di carattere numerico nonché eventi legati a giochi d’abilità», e sono «esclusi dai programmi ufficiali gli eventi virtuali che riproducono graficamente tutti i giochi di carte ed i giochi a rulli». Cioè: non si può usare la licenza dei virtuali per vendere una slot travestita.

C’è anche una regola che spiega perché i virtuali somigliano a una scommessa: la piattaforma «non può offrire scommesse i cui esiti pronosticabili siano equiprobabili». Devono esserci favoriti e sfavoriti, altrimenti sarebbe una lotteria.

Detto questo, la sostanza è mista: un evento simulato è giuridicamente una scommessa, ma il risultato lo produce un generatore di numeri e il rendimento è fissato per norma. Prende la forma dalle scommesse e il motore dai giochi d’azzardo.

Nessuno, ed è il consiglio più diffuso fra le pagine che vendono trucchi: se il segno 1 è uscito quattro volte di fila, giocare la quinta sull’altro esito. È la fallacia dello scommettitore in forma pura. Ogni evento virtuale è generato indipendentemente dal precedente: il generatore non tiene il conto, non sa cosa è successo prima e non riequilibra niente.

E c’è la ragione strutturale, che è ancora più semplice: quando piazzi la giocata sulla quinta partita, il suo risultato non è ancora stato generato. Non stai leggendo un pattern in corso — stai scommettendo su un numero che nascerà dopo che le puntate saranno chiuse.

No, e qui la risposta è più netta che sulle scommesse sportive vere. In una scommessa su un evento reale esiste, almeno in teoria, uno spazio di conoscenza: chi conosce meglio uno sport può trovare una quota sbagliata. Nei virtuali quello spazio non esiste, perché non c’è niente da conoscere: nessuna squadra in forma, nessun infortunio, nessuna informazione che il mercato non abbia già prezzato. C’è un numero che verrà estratto e un ritorno teorico stabilito per norma fra il 60% e il 90%.

Tradotto in soldi: con un ritorno teorico dell’80%, ogni 1.000 euro giocati nel tempo il ritorno atteso è di 800 euro. La perdita non è un rischio: è il funzionamento previsto.

Dipende dall’operatore, e in questo caso non è una risposta evasiva: non esiste una norma che lo stabilisca. La determinazione dell’ADM che disciplina i bonus riguarda espressamente le scommesse «su eventi diversi dalle corse dei cavalli e su eventi non sportivi» e non nomina mai gli eventi simulati. L’unico obbligo generale è di trasparenza: il concessionario «deve rendere disponibile e facilmente accessibile al giocatore lo stato di utilizzo del bonus e i requisiti di gioco». Quindi la risposta sta nei termini della singola promozione, e va letta prima di depositare.

Attenzione a un equivoco di parole: nel regolamento dei virtuali «bonus» significa un’altra cosa — il «sistema di maggiorazione della vincita» applicato alle multiple. Non è un bonus promozionale.

24,5% del margine, cioè della raccolta al netto delle vincite restituite. La cosa interessante è il confronto: le scommesse sportive a quota fissa pagano 24,5% a distanza ma 20,5% su rete fisica, mentre per gli eventi simulati l’aliquota è unica. In un’agenzia, un evento simulato è tassato quattro punti sopra una scommessa su una partita vera.

Gli strumenti esistono e sono gratuiti. Sul conto di gioco puoi impostare limiti di deposito e autolimitazioni di spesa, e puoi autoescluderti dal singolo sito. Se vuoi che valga ovunque, l’iscrizione al Registro Unico degli Auto-esclusi ha effetto presso tutti i concessionari con licenza italiana. E c’è il numero verde nazionale 800 558 822 dell’Istituto Superiore di Sanità, gratuito e anonimo.

Vale la pena dirlo proprio in una pagina sui virtuali: la velocità con cui un evento segue l’altro è esattamente ciò che rende questo prodotto più difficile da lasciare di una scommessa su una partita di domenica.

Marco Ferretti
Marco FerrettiScommesse sportive, palinsesti e quote

Marco segue le scommesse sportive per Scommesse Sportive e arriva dal giornalismo sportivo. Si occupa delle pagine su palinsesti, quote e scommesse live: legge i regolamenti degli operatori, confronta le condizioni dichiarate con quelle applicate e verifica ogni concessionario nell’elenco pubblico dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli.

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Revisione di: Antonio Barroso